“L’assessore Viale, rispondendo ad una mia interrogazione, ha chiaramente descritto che si pensa a un’assetto organizzativo del San Bartolomeo che non è affatto coerente con le esigenze della sanità spezzina. Pensare ad una vocazione spoke per il nosocomio sarzanese significa relegarlo ad un ruolo di assistenza di I livello, ad una struttura senza o con pochi primari, una struttura semplice con funzioni ospedaliere di base e dipartimentali. Un’organizzazione che prevede la presa in carico di malati che non superano una certa soglia di complessità, una sorta di ospedale “appendice” dell’hub spezzino che non risponde, tuttavia, ai bisogni del territorio e dei malati in questo momento storico. L’idea che occorre portare avanti, invece, è quella di un modello ospedaliero integrato che metta in rete le strutture del territorio lasciando a ciascuna vocazioni diverse anche di eccellenza, non certamente quella di un ospedale di serie A e uno di serie B. Pensare che per anni si è parlato di un ospedale organizzato per livelli di intensità sulla base di un progetto se non sbaglio della dott.ssa Carlucci. A maggior ragione, come abbiamo già ribadito più volte, di fronte allo stallo che si sta verificando nei lavori per la realizzazione del nuovo ospedale spezzino, il San Bartolomeo deve essere rafforzato nelle funzioni e deve poter sopperire a tutte quelle situazioni che al Sant’Andrea non si riescono più ad affrontare. La vocazione del San Bartolomeo, pertanto, deve essere quella di un presidio di riferimento in questa fase emergenziale e, comunque, di nosocomio veramente integrato con quello che diverrà il nuovo ospedale proprio come abbiamo sempre chiesto. Leggo che il Sindaco di Sarzana dice che il S. Bartolomeo va valorizzato, chieda subito una conferenza dei Sindaci e avvii un confronto a tutela del nosocomio sarzanese e più in generale della sanità provinciale, cosa aspetta?”

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